Interview

Tommy Milanese

IT: Tommy Milanese è un ragazzo di 26 anni nato a Genova che vive a Londra da 3 anni, appassionato fin da piccolo alla fotografia ed al videomaking decide di partire giovane (all’età di 18 anni) per andare in America, dopo qualche anno si sposta in Asia per poi arrivare a Londra, dove trova lavoro e diventa il Branded content producer del Tottenham Hotspur.

EN: Tommy Milanese is a 26 year old boy born in Genoa who has lived in London for 3 years, passionate about photography and videomaking since he was a child and decides to leave young (at the age of 18) to go to America, after a few years he moves in Asia and then to London, where he finds work and becomes the Branded content producer of Tottenham Hotspur.

Intervista

It 🇮🇹

Vuoi raccontarci come sei arrivato ad essere il branded content producer del Tottenham? Come e dove è iniziata la tua carriera?

Io sono originario di Genova, dove sono nato e cresciuto. Ho sempre avuto fin da piccolo la passione per la fotografia ed il videomaking, anche se non l’ho mai visto come un lavoro perché a quei tempi era molto più difficile vivere di quello. Ho avuto la fortuna che il mondo dei social media è esploso quando avevo tra i 18 ed i 21 anni, e quindi mi si sono aperte molte più porte. Un merito che sento di darmi è quello di aver riconosciuto questo fenomeno fin dall’inizio ed essere riuscito a cogliere l’occasione. Appena finito la scuola a 18 anni, non potendo permettermi l’università, mi sono trasferito in America per fare esperienza, e da lì è nata una catena di eventi che mi ha portato dove sono adesso. Che comunque, vorrei precisare, non mi sento affatto arrivato! È sicuramente un bel ruolo e sono contento di essere qui, ma punto ad arrivare ancora più in alto nei prossimi anni.

Ti andrebbe di raccontarci qualcuna delle esperienze fatte in America che poi ti ha portato su questa strada?

Come detto, all’età di 18 anni mi sono trasferito in America. Più precisamente a Orlando, Florida, lavorando come cameriere per Walt Disney World. Anche se non c’entra molto con il mondo del “digital content” è stata un’esperienza che mi ha aiutato tantissimo dal punto di vista umano. Ho perfezionato il mio inglese, che già stavo imparando per conto mio visto che mi piaceva molto come lingua, ma non solo. Ho imparato a vivere da solo, a relazionarmi con clienti, anche se nell’ambito della ristorazione. Dopo qualche mese che mi sono ambientato, ho iniziato a chiedere ai vari “club” e discoteche varie, che già frequentavo coi miei amici, se potevo fargli delle fotografie o video alle loro serate, gratis. Questo perché non avevo molta esperienza, quando ero ancora a scuola facevo cose simili ma più in maniera giocosa coi miei amici. Dopo aver iniziato, la voce si è sparsa un pochino ed ho iniziato a fare questi tipi di lavori anche per altre realtà.
Insomma, questa esperienza mi ha fatto “uscire dal nido” e mi ha insegnato per la prima volta a gestire e relazionarmi con clienti, e la ricorderò sempre come uno dei periodi più belli e divertenti della mia vita. Alla fine sono rimasto 10 mesi ad Orlando e 3 a Miami.

Com’è ora la tua vita a Londra sotto il punto di vista lavorativo?

Londra non è esattamente la mia città preferita in cui ho vissuto. Ho preferito molto di più gli Stati Uniti e l’Asia. Sono qui da 3 anni ormai, ma è una delle città con le più grandi opportunità di lavoro in tutto il mondo, almeno nel mio campo. Il Tottenham è un’ottima azienda in cui lavorare, sopratutto se ti piace il calcio. Ci si sente un pò come in una grande famiglia. Quando la squadra vince, ti senti come se fossi anche tu a vincere, e stessa cosa per le sconfitte. Prima del Tottenham ho lavorato in un’altra azienda in ambito calcistico, dove mi sono trovato molto bene. Londra è una città molto avanzata dal punto di vista digitale, e ci sono davvero tante opportunità ed iniziative che non troveresti in altre parti del mondo. La consiglio a tutti i giovani che si vogliono buttare in questo mondo e non solo.

Wow, non immaginavo fosse così accogliente una grande squadra di calcio!

Beh, io parlo del mio team. Siamo una quindicina tra comms, media e social media e siamo tutti molto uniti, siamo molto a contatto con la squadra. Mangiamo, viaggiamo e passiamo molto tempo con loro. Sarà per questo che ci sentiamo tutti molti uniti. Poi abbiamo anche un ufficio grosso vicino allo stadio dove ci sono quelli che lavorano in marketing, partnership etc. Sicuramente loro la vivono in maniera diversa e più distaccata

Finale di Champions League 1/06/2019
Tottenham – Liverpool

Luca chiede: Quanto l’andamento della squadra influisce sul tuo lavoro?

Sfortunatamente parecchio. Dico sfortunatamente perché quest’anno per una serie di eventi non stiamo facendo così bene come le passate stagioni.
Creiamo molti contenuti che non vedono mai la luce perché magari non vinciamo, o perché quel particolare giocatore che aveva una grossa parte nel contenuto che abbiamo prodotto è coinvolto in qualche gossip. Ma allo stesso tempo, quando vinciamo e le cose vanno bene, abbiamo molta libertà di mettere contenuti diversi e ricevere ottimi feedback a prescindere!

Luca chiede: Cosa si prova a lavorare per una squadra importante come il Tottenham?

Adesso ci sono abituato e non mi fa un effetto particolare, però all’inizio è stato sicuramente un motivo d’orgoglio, sopratutto quando vedevo mio padre e mio fratello che sono in Italia, dirlo a tutti i loro amici e colleghi con orgoglio!
La cosa più grande per me è l’esserci arrivato senza aver potuto studiare. Penso che studiare sia molto importante, ma vorrei far passare il concetto ai più giovani che anche se uno non ha le possibilità, può comunque crearsi una carriera in diversi ambiti.

Jacopo chiede: Ci vuoi raccontare com’è strutturata una tua giornata classica?

Dipende molto da che settimana è, se abbiamo la partita fine settimana, se abbiamo la champions league o una delle coppe, e anche da che giorno della settimana. Il venerdì per esempio, si filma l’allenamento, la conferenza stampa dell’allenatore ed un’intervista esclusiva sempre con l’allenatore. Si carica poi il video promozionale per la partita del weekend e altri contenuti preparativi. Il lunedì invece è più un giorno destinato alla review della scorsa partita. Se abbiamo vinto, creiamo contenuti intorno ai gol, o alle esultanze, ai nostri tifosi etc. Poi abbiamo anche molto da fare dal punto del “branded content”, ovvero i contenuti creati in collaborazione con brand. Abbiamo molti partner che tra le tante cose nel loro contratto hanno una “player appearance” al mese, ovvero un video che comprenda dei nostri calciatori. Quello richiede molta preparazione e meeting coi clienti, quindi tante mail e telefonate. Come branded content producer mi occupo un po’ di tutto.

Marco chiede: Come hai fatto a trovare questo lavoro? Sei stato chiamato oppure ti sei proposto tu?

Come già detto lavoravo già in una azienda che agisce nell’ambito calcistico. Un digital publisher sempre basato a Londra. Grazie a loro ho conosciuto molte persone nell’ambito. Tra passaparola e linkedin, social molto usato almeno qui a Londra, il mio profilo è finito sotto le mani di una agente di recruiting che mi ha contattato ed offerto la possibilità di farei vari colloqui perché pensava che il mio profilo coincidesse con quello che stavano cercando. Ho accettato e dopo aver fatto un colloquio ed aver passato un paio di settimane “in prova” mi hanno offerto un contratto full time.

Cosa consiglieresti ad un ragazzo che vuole raggiungere il tuo stesso obiettivo?

Se uno vuole iniziare a lavorare nell’ambito creativo, sono due le cose più importanti: il portfolio e quello che in inglese chiamano “attitude”. Spesso da più giovane mi spaventavo a fare cose perché pensavo che tanto senza una laurea non mi avrebbero guardato nemmeno. Invece un ottimo portfolio, nella maggior parte dei casi, vince. Per crearsi un buon portfolio ci sono tanti modi se uno non ha molta esperienza: dall’uscire di casa e filmare con un amico, al chiedere a discoteche o teatri o piccoli concerti di poter filmare gratis ed in cambio fornire un piccolo montato. Una volta che hai un 2 minuti di ottimo materiale sei già in una buona posizione. Questo riguarda i video, ma è lo stesso discorso per fotografia, o grafica, o animazione.
Per quanto riguarda l’“attitude”, è una cosa che un pò si ha ed un pò si sviluppa con esperienza. È il famoso “sapersi vendere”. Fare in modo che se tu ed un altro candidato avete un simile livello di “skills”, alla fine venga scelto tu. Perché molti datori di lavoro non pensano solo alle capacità, ma anche come sarà averti in giro per l’ufficio tutto il giorno, Se andrai d’accordo coi colleghi. Se sarai puntuale, ed una fonte di ispirazione per altri invece di essere un problema. E non è facile poter dimostrare tutto questo in una piccola conversazione, ma ci sono molti modi per dare un’ottima impressione di se stesso al proprio interlocutore, da linguaggio del corpo al lessico che usi. Non è una cosa semplice ma si impara con l’esperienza.

Quali sono i tuoi piani per il futuro?

Bella domanda! Il mio cervello è sempre attivo e sempre in ricerca di nuovi stimoli e nuove sfide. Al momento sono felice dove sono, ma nel momento che sentirò un po’ di monotonia sicuramente cercherò nuovi stimoli. Mi piacerebbe più avanti andare via da Londra. Per quanto sia un’ottima città in cui vivere per molti motivi, mi manca molto il caldo ed il mare! Mi piacerebbe continuare nel mondo del calcio, magari nella MLS che sta vivendo una crescita esponenziale, ma ho molte idee anche al di fuori del calcio. Per adesso non ci penso, come detto sono felice dove sono al momento!

Interview

En 🇬🇧 :

Do you want to tell us how you got to be the Tottenham branded content producer? How and where did your career start?

I am originally from Genoa, where I was born and raised. I have always had a passion for photography and videomaking since I was a child, although I have never seen it as a job because in those days it was much more difficult to live than that. I was lucky that the world of social media exploded when I was between 18 and 21 years old, and therefore many more opportunities. One merit I feel I can give myself is that of recognizing this phenomenon from the beginning and being able to seize the opportunity. As soon as I finished school at the age of 18, unable to afford university, I moved to America to gain experience, and from there a chain of events was born that took me to where I am now. Anyway, I would like to specify, I don’t feel at all arrived! It’s definitely a nice role and I’m happy to be there, but I’m aiming to get even higher in the next few years.

Would you like to tell us some of the experiences made in America that then led you on this path?

As said, at the age of 18 I moved to America. More precisely in Orlando, Florida, working as a waiter for Walt Disney World. Although it doesn’t have much to do with the world of “digital content”, it was an experience that helped me a lot from a human point of view. I perfected my English, which I was already learning on my own as I liked it very much, but not only. I learned to live alone, to relate to customers, even if in the restaurant business. After a few months that I got used to it, I started asking the various “clubs” and various discos, which I already attended with my friends, if I could take pictures or videos of them in their evenings, for free. This is because I didn’t have much experience, when I was still in school I did similar but more playful things with my friends. After starting, the rumor spread a little and I started doing these types of jobs for other realities as well.
This experience made me “get out of the nest” and taught me for the first time to manage and relate to customers, and I will always remember it as one of the most beautiful and fun times of my life. In the end I stayed 10 months in Orlando and 3 in Miami.

How is your life in London now from a working point of view?

London isn’t exactly my favorite city I’ve lived in. I preferred the United States and Asia much more. I have been here for 3 years now, but it is one of the cities with the greatest job opportunities worldwide, at least in my field. Tottenham is an excellent company to work in, especially if you like football. It feels a bit like a big family. When the team wins, you feel like you are the winner too, and the same is true of defeats. Before Tottenham I worked in another company in the football field, where I found myself very well there too. It is a very advanced city from the digital point of view, and there are really many opportunities and initiatives that you would not find in other parts of the world. I recommend London to all young people who want to throw themselves into this world and beyond.

Wow, I didn’t think a great football team was so welcoming!

Well, I’m talking about my team. We are about fifteen between comms, media and social media and we are all very close, we are very close to the team. We eat with them, we travel with them, we spend a lot of time with them. That’s why we all feel very united. Then we also have a large office near the stadium where there are those who work in marketing, partnerships etc. They certainly live it in a different and more detached way

How much does the performance of the team affect your work? (Luca)

Unfortunately quite a lot. I say unfortunately why we are not doing as well this year as we have done for past seasons.
We create a lot of content that never sees the light of day because maybe we don’t win, or because that particular player who had a big part in the content we produced is involved in some gossip. But at the same time, when we win and things are going well, we have a lot of freedom to put different content and receive excellent feedback regardless!

How does it feel to work for an important team like Tottenham? (Luca)

Now I’m used to it and it doesn’t have a particular effect on me, but at the beginning it was certainly a source of pride, especially when I saw my father and brother who are in Italy, telling all their friends and colleagues with pride!
The biggest thing for me is getting there without being able to study. I think studying is very important, but I would like to pass on the concept to the youngest people who, even if one does not have the possibilities, can still create a career in different areas.

Can you tell us how your classic day is structured? (Jacopo)

It really depends on what week is, if we have the weekend game, if we have the champions league or one of the cups, and also what day of the week. On Friday, for example, the training, the coach’s press conference and an exclusive interview with the coach are filmed. Then we upload the promotional video for the weekend game and other preparatory content. Monday, however, is more a day intended for the review of the last game. If we have won, we create content around goals, or exultations, our fans etc. Then we also have a lot to do from the point of “branded content”, that is the contents created in collaboration with brands. We have many partners who, among the many things in their contract, have a “player appearance” per month, or a video that includes our players. That requires a lot of preparation and meetings with customers, therefore a lot of emails and phone calls. As a branded content producer, I do a little bit of everything.

How did you find this job? Have you been called or have you proposed? (Marco)

As already mentioned, I was already working in a company that acts in the football field. A London-based digital publisher. Thanks to them I met many people in the field. Between word of mouth and linkedin, social media widely used at least here in London, my profile ended up under the hands of a recruiting agent who contacted me and offered the opportunity to do various interviews because he thought that my profile coincided with what they were looking for . I accepted and after doing an interview and having spent a couple of weeks “on trial” they offered me a full time contract.

What would you recommend to a guy who wants to achieve your goal?

If one wants to start working in the creative sphere, there are two most important things: the portfolio and what they call “attitude” in English. Often when I was younger I was scared to do things because I thought that without a degree they wouldn’t even look at me. Instead an excellent portfolio, in most cases, wins. To create a good portfolio there are many ways if one does not have much experience: from leaving home and filming with a friend, to asking discos or theaters or small concerts to be able to film for free and in return to provide a small montage. Once you have a 2 minutes of excellent material you are already in a good position. This is about videos, but it’s the same for photography, or graphics, or animation.
As for the “attitude”, it is something that you have a little and a little you develop with experience. It is the famous “knowing how to sell”. Make sure that if you and another candidate have a similar level of “skills”, you are ultimately chosen. Because many employers don’t just think about skills, but also what it will be like to have you around the office all day, if you get along with colleagues. If you are on time, and a source of inspiration for others instead of being a problem. And it is not easy to be able to demonstrate all this in a small conversation, but there are many ways to give an excellent impression of himself to his interlocutor, from body language to the lexicon you use. It is not a simple thing but you learn with experience.

What are your plans for the future?

Good question! my brain is always active and always looking for new stimuli and new challenges. At the moment I am happy where I am, but the moment I feel a little monotony I will certainly look for new stimuli. I’d like to go away from London later. Although it is an excellent city to live in for many reasons, I really miss the heat and the sea! I would like to continue in the world of football, perhaps in the MLS that is experiencing exponential growth. But I also have many ideas outside of football. But for now I don’t think about it, as I said I’m happy where I am at the moment!

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